L’Errore n°1 degli scrittori principianti


Fra gli scrittori principianti, l’errore più comune nella costruzione e nella narrazione di una storia, è quello di svendere il finale. 

Molti riescono a creare una forte suspence iniziale, ma lasciano ch’essa si allenti nella seconda metà del romanzo e che si disperda sul finale, proprio quando dovrebbe salire alle stelle.

Ma vediamo perché accade questo.

Nella maggior parte dei casi, accade perché l’autore ha iniziato a scrivere senza aver alcuna idea di come vada a finire la sua storia e, arrivato al finale, continua a scrivere per inerzia. Per sfortuna del lettore, una volta che l’autore è arrivato a metà del romanzo, tirare avanti fino alla fine è più facile. Se fosse difficile, tutti si sforzerebbero di far meglio sin da subito. Invece, troppo spesso accade che, per non buttare nel cestino un lavoro iniziato bene, lo si fa finire a qualunque costo. Ma, in questo modo, finiamo solo per rovinare un buon lavoro. Perché, per quanto al lettore sia piaciuto l’inizio della storia, se la fine lo deluderà, il libro finirà automaticamente nel cestino.

Ma il vero motivo per cui la maggior parte degli scrittori alle prime armi svendono il finale troppo presto, senza sfruttare al meglio il potenziale della storia è un altro.

É per colpa dell’impazienza: l’autore commette la stupidaggine di dare al personaggio tutto ciò che vuole prima che il libro sia arrivato alla fine: una pessima idea, dal momento che la storia sta in piedi proprio perché il personaggio protagonista deve lottare per avere il suo lieto fine o per sconfiggere la sua paura più grande.

Una volta che il personaggio non ha più motivo di lottare, il lettore non ha più motivo di andare avanti a leggere.

Allora, perché l’autore commette un simile errore? Di solito, per insicurezza: ha paura che il lettore si stia annoiando, che voglia arrivare il prima possibile al momento clue della storia, e che altrimenti smetterà di leggere.

Ma questo non è vero. Il lettore vuole essere tenuto con il fiato sospeso, vuole che il personaggio sudi sette camicie, prima di guadagnare il suo lieto fine. Altrimenti, questo lieto fine perde valore, perde fascino, sembra troppo facile. É come quando hai talmente fame che divori la tua torta preferita e, quando è finita, ti rendi conto che non ne hai sentito il gusto. Se non facciamo assaporare a lungo sulla lingua il gusto della torta che gli abbiamo promesso, quando verrà il momento di servirgliela su un piatto, il lettore ne rimarrà molto deluso: il piacere che gli abbiamo regalato non sarà che una pallida ombra di quello che gli abbiamo promesso.

L’insicurezza è uno dei primi nemici dello scrittore.

Se sei insicuro, non sarai mai in grado di sfruttare il potenziale della tua storia e il tuo stesso potenziale al meglio.

Se sei insicuro, farai sempre scelte sbagliate, per venir incontro al lettore, senza renderti conto che il lettore non vuole che tu gli vada incontro, vuole che tu gli faccia la guerra.

Se sei insicuro, accetterai sempre compromessi, pur di accontentare un editore, che, tuttavia, cerca storie forti, diverse, nuove, potenti. Storie che possono uscire solo dalla penna di uno scrittore sicuro di sé, capace di fare scelte stilistiche mature e di accettarne le conseguenze.

E RICORDA SEMPRE UNA COSA: I lettori sono cani da tartufo. Il loro fiuto è infallibile. SE SEI INSICURO, IL LETTORE LO SENTE.

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L’errore di un uomo non diventa la sua legge, né lo obbliga a persistere in esso.

Thomas Hobbes, Leviathan

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Non è meraviglia che il caso possa tanto su noi dal momento che noi viviamo a casaccio. 

Michel de Montaigne, Saggi

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Chi vuole guardare bene la terra, deve tenersi alla distanza necessaria.

 Italo Calvino 

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