I mille ostacoli all’inizio di un nuovo progetto.

Da un po’ di tempo – troppo tempo – mi sto facendo questa domanda:

Per quanto può durare la fase di progettazione di un nuovo romanzo?

So che alcuni semplicemente “bypassano” questo step, considerandolo come una perdita di tempo. Secondo me, invece, è il momento più importante di tutti. 

Accorciare o evitare del tutto la fase di progettazione con l’illusione di risparmiare tempo potrebbe significare l’esatto opposto: ottenere un risultato MINORE in un tempo MAGGIORE.

Il tempo speso durante questa fase non è tempo perso: ne occorre molto per tenere in incubazione il nuovo progetto, per lasciarlo maturare in modo che possa prendere forma nella mente prima che sulla carta. Se ci mettiamo a scrivere quando l’idea è ancora acerba, rischiamo poi di girare come bandieruole al vento. Avere un’idea chiara in mente guida le nostre scelte stilistiche/formali/contenutistiche ecc… come l’ago di una bussola. La freccia punta sempre verso una stessa direzione, indicandoci la strada migliore per arrivare a destinazione, ovvero al compimento del progetto, senza perdersi.

Altrimenti, durante la stesura si arriverà a punti morti, contraddizioni ed ostacoli a non finire. La riscrittura, poi, non ne parliamo… dovremo rifare tutto due volte. Dovremo, insomma, fare alla fine tutto quel che siamo stati troppo pigri per fare all’inizio.

Pianificando bene il romanzo prima di mettersi a scriverlo, si eviteranno molti errori comuni, tra cui:

– trama poco solida

– finale scadente

– inizio lento

– scelta sbagliata del punto di vista

– numero esagerato o troppo ridotto di personaggi e miniplot secondari

– scaletta delle scene inesistente, e, quindi, scene inutili, lente, o nell’ordine meno efficace.

– contraddizioni 


Tuttavia, anche una fase di progettazione troppo lunga può portare a qualche errore:

– personaggi finti perché troppo studiati

– perdita di entusiasmo nella scrittura e conseguente distacco emotivo dalla storia

– perdita di spontaneità 

– … semplicemente, non iniziare mai a scrivere!


Possiamo fissarci una deadline, un tempo massimo da dedicare alla fase di progettazione, che tenga conto dei seguenti fattori:

tempo a disposizione. Lavorate tutto il giorno e vi dedicate alla scrittura di notte? Avrete bisogno di parecchi mesi!

– tempo trascorso dall’ultimo progetto. A volte, terminato un progetto, non abbiamo voglia di lanciarci subito in una nuova impresa. O, magari, come nel mio caso, ne abbiamo una voglia matta, quasi un bisogno fisiologico, ma ci mancano le energie mentali. Dobbiamo lasciare alla nostra mente il tempo di riprendersi dalla stanchezza e di prendere distacco dal mondo fittizio che avevamo creato e nel quale abbiamo vissuto per così tanto tempo.

tempo necessario alla ricerca, che dipende molto dal genere. Naturalmente, in un romanzo storico e fantascientifico richiederà molto di più. 

Per il mio nuovo romanzo, la fase di progettazione sta durando troppo, ma non mi sento mai pronta a partire con la stesura. 

Ecco quali sono i problemi che continuo a riscontrare:

– avendo scelto (con testardo autolesionismo) un’ambientazione storica, mi sembra sempre di saperne troppo poco sul periodo storico, sulla vita quotidiana dei miei personaggi, il loro modo di parlare e di percepire il mondo, ecc… Tutto questo mi impedisce di visualizzare le scene mentalmente e, se non visualizzo, non riesco a scrivere. Ho bisogno di vedere e sentire il film nella mente, ma anche di entrare nei personaggi e sentire i loro pensieri… non posso e non voglio limitarmi a vederli e sentirli da fuori.

la scelta del punto di vista in questo particolare progetto acquista un valore estremo: sbagliarlo potrebbe costarmi la buona riuscita del progetto… perché è proprio sul punto di vista particolare e multiplo, che si appoggia il dato originale di questa storia. Il tema stesso del romanzo emerge dal contrasto dei vari punti di vista scelti. E, una volta scelti, devo giostrarmi con molta attenzione i capitoli del romanzo, perché prevedo che sarà terribilmente facile cadere in contraddizione. Per farvi capire, il tema è: LA VERITÀ STA NEL MEZZO.

Il protagonista è un personaggio storico realmente esistito, sul quale esistono versioni discordanti. In alcune storiografie appare totalmente bianco, in altre totalmente nero. Poiché mi piace complicarmi la vita, voglio prenderle entrambe per buone e lasciare che, appunto, la verità emerga da sola. Quindi, un accostamento perfettamente soppesato di punti bianchi e punti neri che, visti da lontano, devono apparire grigi. 


E, allora, mi chiedo, se la fase di progettazione dura così tanto e passa per così tanti punti morti e per così pochi periodi realmente produttivi… non è che forse questo progetto “non s’ha da fare”?


A voi è mai successo? Avete mai avuto il pensiero di abbandonare un nuovo progetto sul nascere? 

Se il problema è a monte, ovvero non sono gli ostacoli riscontrati, ma la scelta del progetto a bloccarci, allora dobbiamo chiederci: “ne vale la pena? Lo vogliamo davvero? È un progetto valido?”. E dobbiamo risponderci con sincerità. Magari, facendoci aiutare da qualcuno che possa valutare il progetto in modo più obiettivo. (Ma se la risposta è Sì per noi e No per lui, non facciamoci bloccare!).

Per sapere quando è il caso di abbandonare un progetto, chiediamoci:

lo stavo scrivendo perché mi piace o per altre ragioni? (ad esempio, perché il genere o l’argomento stanno andando di moda / perché crediamo che possa piacere al pubblico o avere più chance di vincere un concorso o essere pubblicato da un editore / perché volevamo sperimentare qualcosa di nuovo / perché volevamo emulare un altro scrittore / ecc…). Non dico che, se sono presenti alcune fra queste ragioni, allora non dobbiamo continuare il progetto. Possono coesisterne più d’una. L’importante è che la prima motivazione sia che questa storia piace a noi, e che vogliamo portare avanti il messaggio in essa contenuto.

sto facendo un passo più lungo della gamba? (ad esempio: conosco troppo poco sull’argomento  /  non riesco ad immedesimarmi completamente nei personaggi perché troppo distanti dal mio modo di pensare / ci vogliono capacità di scrittura che non ho / ci vuole una maturità che non ho ancora raggiunto / ho letto troppi pochi libri di questo stesso genere / ECC… Alcuni di questi problemi sono risolvibili con l’esercizio, altri con il tempo, altri semplicemente non sono risolvibili. Nel primo caso, vale la pena di continuare il progetto anche solo per esercizio, nel secondo bisognerà avere pazienza e “dare tempo al tempo”, nel terzo bisogna semplicemente smettere di intestardirsi su un progetto che non ha seguito e passare a qualcos’altro. 

E ora, se vi va, dite la vostra, ch’io ho detto la mia! 😄

Dragonfly Blog- romanzo young adult- parte 14


È online su Wattpad la 14esima parte!
ESTRATTO

Jolly: «Quo ha ragione! Ehi, la tradizione vuole che il nuovo arrivato incominci per primo. Quindi, a te la parola».

«Ok… Fatemici pensare un secondo…».

The Dreamer: «Ma no! Lasciatele un po’ di tempo per ambientarsi!».

«Oh, no, tranquilli! Ho un paio di arretrati perfetti per l’occasione […]».